Racconti in pillole – Due giovani amici sotto il sole

Venerdì pomeriggio sono andato a casa di Andrea, il mio migliore amico. Il luogo ideale per passare i pomeriggi d’estate. Il mio amico, infatti, ha una magnifica piscina in giardino che spesso utilizzavamo. Appena arrivato scopro subito che i genitori di Andrea erano usciti. Ci siamo messi in cucina a studiare per gli esami di riparazione di settembre ma abbiamo finito per prendere il sole in piscina. Era una giornata stupenda e non si poteva sprecare con i libri.

Il sole era piuttosto caldo. «Ti prego, posso togiermi i pantaloncini? Di solito non indosso nulla quando prendo il sole in cortile»

«Certo» risposi, poiché nella mia mente non speravo altro. «Su, dai! Togliteli anche tu! ci siamo solo noi due! non ti preoccupare!». Stare distesi al sole nudi ed avere un ragazzo nudo sotto il solo affianco a te era una cosa troppo eccitante e, dopo pochissimo tempo stavo già cercando di nascondere una crescente difficoltà. «Mi dispiace, Andre. Ma non sono gay! te lo giuro!»

Rise. «Sembra che tu debba prenderti cura di qualcosa. Segati pure se vuoi. Non preoccuparti, Siamo tra ragazzi e per di più amici. Se ti farà sentire meglio, lo farò anche io!». Mi ha fatto sentire meglio. Ero tranquilo. Mi sentivo apposto con me stesso.Eravamo solo due giovani amici sotto il sole.

https://i1.wp.com/68.media.tumblr.com/8be6b599897f3e1275934c9bc1f47159/tumblr_n4sevbcjfk1shgz9oo1_500.jpg

Annunci

Racconti in pillole – Mio cugino nella doccia

Come tutte le estati, io e la mia famiglia siamo andati a trascorrere qualche settimana nella nostra casa al mare. Quest’anno, però, mia madre ha avuto la brillante idea di invitare anche mio cugino Fabrizio. Mio cugino era un ragazzo mio coetaneo di 17 anni ed abitava a circa 5 ore di macchina da casa nostra. Per questo motivo i nostri incontri erano sempre stati rari e prima di allora non lo vedevo da quando andavamo entrambi alle medie.

Per dire la verità, appena lo vidi arrivare, quasi mi è venuto un colpo da quanto era cresciuto bene. Capelli castano chiaro e due occhi azzurri bellissimi. Cavoli quanto era bono! Mi presi una brutta cotta per lui e passai quasi tutto il tempo passato insieme per cercare di legare il più possibile con lui. E ci stavo riuscendo. Purtroppo per me, però, dormiva in una stanza diversa dalla mia. Era pure molto un tipo molto riservato e per questo motivo non ero ancora riuscito a vederlo nudo. Morivo dalla voglia di vederlo come mamma lo aveva fatto. Dovevo riuscirci. Ma come? Poi ad un tratto ecco l’idea.

Fabrizio era solito andare a farsi la doccia per ultimo, in modo tale da potersela fare con più calma, senza lasciare qualcuno ad aspettare. Quel giorno attesi che entrasse in bagno. La porta non aveva la chiave e questo gocava a mio favore. Non appena sentii il rumore della doccia accendersi, mi avvicinai alla porta e bussai.

«Cavolo Fabri! sei già entrato??? mi sto pisciando addosso!!» urlai dal corridoio. «si… sono appena entrato… non ce la fai a tenerla??» mi chiese lui da sotto la doccia. «cavolo no!! dai… muoviti o me la faccio nei pantaloni!! per quanto ce ne hai ancora??» «te l’ho detto! sono appena entrato! ma entra pure se è urgente! non mi da fastidio!». Bingo! proprio quello che aspettavo. non me lo feci ripetere due volte. Con la foga di chi ha una estrema urgenza urinaria, aprii la porta ed entrai. Il bagno non era tanto grande ed il cesso era proprio affianco alla doccia. Lo vidi voltato di spalle completamente nudo, alle prese con l’insaponamento. Mi posizionai davanti al water, me lo tirai fuori e incominciai a urinare. Fortunatamente avevo davvero la pipì da fare. Mi ero sgolato due litri d’acqua per tutto il pomeriggio per riuscire nell’intento. Mentre pisciavo speravo nella mia mente che si potesse girare, anche solo per un attimo.

«ahhhhhhhh… ci voleveva proprio questa pisciata!» dissi chiudendo per un attimo gli occhi.

«certo che ce l’hai veramente piccolo come pensavo!» Quell’affermazione mi fece aprire immediatamente gli occhi. Notai subito che mio cugino si era girato verso di me e mi stava guadando sorridendo. Lo squadrai completamente cercando di stampare nella mia mente quella stupenda immagine. Il mio sguardo fu catturato soprattutto dal suo bellissimo pisello. Era abbastanza “normale” come dimensioni, credo sui 9-10 cm di lunghezza, di colore più scuro rispetto al resto del corpo. Era ricoperto da una leggera peluria scura ma cortissima sul pube. Penso proprio che ogni tanto si accorci i peli del pube. Il glande era completamente coperto dal prepuzio e finiva leggermente a punta. Aveva anche un paio di piccoli nei sul pene. Stupendo!

«Ma che cazzo dici?? e poi… non lo vedi che è molle! è da duro che conta!!» «Cos’è? una sfida??» «e anche se fosse??» «in questo caso accetto volentieri!» rispose con un sorrisetto malizioso.

Non credevo ai miei occhi! Prorpio in quel momento davanti a me Fabrizio si stava stimolando l’uccello con la mano per farselo diventare duro ed in breve tempo ci riuscì. «bhe? perchè te ne stai li imbambolato? ti dai una mossa anche tu o no?? altrimenti vinco io a tavolino!!» «si si! scusami è che …» balbettai goffamente. Mi calai i calzoni e le mutande al di sotto delle ginocchia e mi diedi qualche colpo al pisello. Non mi ci volle molto per farmelo diventare duro come una roccia. Quella situazione mi aveva aiutato parecchio. «ohhh!! finalmente possiamo dare inizio alla sfida!» mi disse spegnendoil getto d’aqua ed uscendo fuori dalla doccia. Mi si avvicinò cercando di mettersi bene in evidenza l’uccello. In erezione raggiunge i 20 cm circa ed era abbastanza largo. La cappella era di un colore rosa che a me sinceramente piaceva molto. L’asta del pisello era leggermente curva verso sinistra e risaltano abbastanza le vene. Nelle mie narici sal’ un inconfondibile profumino che…..

«Ok! direi che ho vinto io!» sentenziò dopo qualche minuto. «bhe, si… però di poco!» «che vuol dire? anche se di poco, è sempre una sconfitta! …dai su! ora basta! esci che mi devo asciugare!». Mi tirai su mutande e pantaloni e, dopo essermi ricomposto, uscii dal bagno entre Fabrizio, avvolto dall’accappatoio aveva incominciato ad asciugarsi. Me ne tornai prontamente in camera mia. Me lo tirai furi di nuovo, ancora bello eretto e incominciai una delle più belle seghe della mia vita.

«Hei, Ale! per aver perso dovrai pagar… MA CHE CAZZO STAI FACENDO???» Fabrizio aprì, ancora in accappatoio, la porta di camera mia, e proprio l’istante dopo venni copiosamente. Fortunatamente mantenne quel nostro segreto.

 

Racconti in pillole – cambiati pure qui se vuoi!

Mio fratello entrò nella mia stanza. Delle gocce d’acqua ancora gli scendevano dalla testa e dal suo corpo caldo. Indossava solo un asciugamano alla vita. «che diavolo ci fai qui?» gli chiedo. «Stai calmo! La mamma è sotto la doccia. Quindi sto aspettando che finisca per andarmi a cambiare», mi rispose. «Perché non ti cambi qui? Non avrai mica paura di mostrare al tuo fratellino il tuo pisello??» dissi provocatorio. Sorrise. Poi aprì il suo asciugamano e si diede uno sguardo al suo pisello. «Di la verità… è più grande del tuo, vero?» Disse. Poi sorrise e incominciò ad asciugarsi. Indossò le mutande ed uscì dalla stanza. Fortunatamente, non si accorse della mia erezione…

Racconti in pillole – Patrigno e fratellastro

Da quando mia madre si è risposata, ho dovuto condividere la mia camera da letto con il mio fratellastro. Non potevamo permetterci una casa con camere da letto per tutti. Per me non era un problema, apparte il fatto che in questo modo avremmo avuto entrambi meno privacy. Ad esempio io non avevo più possibilità di segarmi liberamente in camera mia ma dovevo far attenzione che lui non ci fosse. Lui invece era meno preoccupato di avere meno intimità. Girava spesso mezzo nudo senza preoccuparsi minimamente della mia presenza e quasi ogni sera, quando gli veniva voglia, aspettava che mi addormentassi, se lo tirava  fuori e si masturbava prima di addormentarsi. Molte volte lo beccai in pieno ma feci sempre finta di dormire cercando di girarmi dall’altra parte.

Anche suo padre, invece, il mio ​​patrigno, era abbastanza libertino ed estroverso. Il mio fratellastro doveva aver imparato da lui. Il mio patrigno usciva dalla doccia e si aggirava per casa completamente nudo, accarezzando constantemente il suo uccello. Mamma non mi ha mai creduto perché lo faceva solo quando lei non c’era. Ma appena usciva, lui e suo figlio abbandonavano ogni pudore.

Non gli diedi troppo peso fino a una notte che la mamma era fuori città per un viaggio di lavoro. Mi sono svegliato nel bel mezzo della notte, e il mio fratellastro non era a letto. Sentii un strano rumore proveniente dal salotto, e lentamente scesi dal letto e camminai quatto quatto lungo il corridoio. Mi guardai attorno alla porta e non potei credere ai miei occhi. Il mio patrigno stava scopando qualcuno in cucina. Stava imbrogliando mia madre!

Ero oltraggiato e mi fiondai nella stanza per chiedere cosa cazzo stava facendo. Ma quando mi sentì entrare, sorrise. Non capivo perché fosse così calmo nel vedermi mentre stava scopando un’altra donna, ma poi la persona piegata sul tavolo si girò e vidi il mio fratellastro che mi sorrideva. Rimasi a bocca aperta e restai fermo immobile. Il mio patrigno tirò fuori il pisello dal mio fratellastro e diresse verso di me.

«Penso che sia giunto il momento di farti entrare nella famiglia come si deve!» mi disse.

https://68.media.tumblr.com/2ce4feef8e7aa5f0c9111460b134ca80/tumblr_oipnxjVnMY1udat4oo1_400.gif

Racconti in pillole – in camera con mio cugino

Mio cugino era venuto a trovarci per la prima volta dopo tanto tempo. L’ultima volta che ci siamo visti lui avevo 14 anni e io 15. Eravamo piccoli, stavamo scoprendo la nostra sessualità ed alcune volte lo facevamo insieme. Ma ora le cose erano molto cambiate. Ora aveva 25 anni ed era fidanzato con una bella ragazza. Immaginavo che non gliene importasse più niente del pisello. ero felice di poterlo rivedere. Una sera abbiamo deciso di andare a divertirci insieme in un locale. Bevemmo e ci divertimmo molto. Al nostro ritorno a casa. Dormivamo insieme al piano di sopra in una camera con bagno privato. Appena arrivati, andai in bagno, pisciai e mi misi in mutande; per me era normale andare a dormire così la sera. Quando ritornai nella mia stanza, notai subito che anche mio cugino indossava lo stesso mio “pigiama”.  lo vidi  indossarenient’altro che le mutande. Vederlo così mi fece ricordare le nostre esperienze di quando avevamo 14 e 15 anni e immediatamente mi venne duro. Indossare solo le mutande non mi aiutò molto a nascondere la mia erezione. Però non mi preoccupai più di tanto. Io, infatti, non ero l’unico a cui la  nostalgia aveva giocato brutti scherzi. Si avvicinò  e le nostre erezioni si toccarono, proprio come la prima volta che “l’abbiamo fatto”. Allora  non sapevamo cosa stavamo facendo. Ora lo sapevamo benissimo. Mi afferrò il pisello. Ero sorpreso. «Ma… non sei fidanzato?». Sorrise. «E allora? penso sempre a quell che facevamo a 14 anni.» rispose. Arrosii. Poi scese in ginocchio, mi abbassò le mutande e iniziò a succhiare. Proprio come ai vecchi tempi…

circlejerkbros: “Dino and I had a blast from the past and watched an old school porn that we used to watch in high school. Crazy to think that after all this time, we still enjoy a good jerk session. Our relationship has had its ups and down but when...

Racconti in pillole – in piscina con mio fratello

I miei genitori hanno recentemente installato una piscina nel nostro giardino di casa. Era ora! Era la meta di luglio e ed era un pomeriggio eccezionalmente caldo. Io e mio fratello abbiamo deciso, quindi, di andare a farci un bagno in piscina. Entrambi indossavamo il costume da bagno, tuttavia, nel ne momento in cui ha tolto la camicia, mi sono ricordato perché l’avevo persa così male quando sono andato a studiare all’università in un’atra città. Ho sempre voluto vederlo nudo. Ora aveva 18 anni. Certo, era una cosa abbastanza strana, ma io l’ho sempre amato. Entrambi siamo saliti in piscina. Stavo pensando a un modo per vederlo nudo. Dopo qualche minuto avevo un’idea.
«certo che fa proprio caldo oggi!», dissi. Mio fratello annuì. Improvvisamente decisi di togliermi il costume. «Che cosa stai facendo?» Chiese stupito. «che c’è? fa troppo caldo! …dai… toglitelo anche tu!» Mi guardò sempre più stupito ed esitante. «Dai! Dani! Voglio dire, siamo fratelli. che c’è di male? Mica ti giudicherò il pisello!» Mi guardò ancora riluttante, ma poi si convinse e si tolse il costume anche lui. Sorrisi. «Visto? Non va meglio?» «bhe… si in effetti… » mormorò. Adesso avevo solo bisogno di farlo uscire dalla piscina per vedere bene il suo uccello. Sarà come il mio? oppure è più grande? si rade i peli? Avevo tante domande in testa che avevo voglia di dare risposta. Dopo circa 25 minuti di rilassamento in acqua, gli feci notare che si stava facendo tardi e che dovevamo uscire. Gli dissi di uscire prima. E così fece. Finalmento avevo la possibilità di avere una buona visuale del suo bel culo. Era abbastanza peloso, a dire la verità. Lo seguii con lo sguardo. Uscii anche io dopo di lui ed prendemmo un asciugamano ciascuno. Nessuno dei due si preoccupò di nascondere il proprio pisello. Continuavo a cercare guardare altrove per non dare nell’occhio, ma non potevo fare a meno di fissargli l’uccello. «Vedo che ti radi i peli dell’uccello!» gli dissi facendolo arrossire. Poi guardò i miei. «E vedo invece che tu sei “tutto peli e niente arrosto!”» Rise. Piccolo bastardo impertinente. «Beh, se vuoi te lo mostro quando è completamente duro e poi vediamo se hai il coraggio di ripeterlo!» risposi malizioso e colpito nell’orgoglio. «dai, su! vediamo se hai il coraggio!» mi rispose provocatorio. Mi diedi qualche colpo al pisello per farmelo diventare duro. «e per te quello sarebbe un uccello grosso?» Disseridendo . «Lasciache ti mostri quello un pisello veramente grande!» continuò cercando di provocarsi in breve tempo una erezione. Beh, S​trano ma è vero. Il mio fratellino era veramente cresciuto! in tutti i sensi!

Racconti in pillole – Ritornando da scuola

Finalmente ritornai verso casa. La scuola era finita presto. Arrivai a casa e subito mi diressi versa camera mia. La scena che vidi appena entrato in camera mi colse di sorpresa lasciandomi senza parole. Daniele, il mio fratello maggiore, stava giocando alla play… completamente nudo. «Dani!» dissi. «Ehi Ale! sei già tornato??»  mi chiese mio fratello senza togliere lo sguardo dallo schermo. «che c’è??» mi chiese notando il mio stupore misto ad imbarazzo. «ma….sei… nudo….» risposi biascicando goffamente. «ah si… ho appena finito di fare la doccia…  e siccome ero solo…non doveva tornare nessuno prima di pranzo ho pensato di rimanere così e di mettermi subito a giocare…». Rimasi lì un momento intero a guardare il suo pisello. Una peluria di colore nero faceva da contorno a un pisello che a riposo era di dimensioni discrete, ricoperto dal prepuzio a parte la cima dove si notava la parte superiore della cappella, di un colore rosa invitante. Al di sotto di esso pendevano due belle sacche appena pelose. «Che fai li impalato? entra pure! non mi dirai che sei imbarazzato! siamo fratelli! è una cosa normale vederci nudi» mi disse. «dai… gioca anche tu! il joystick è proprio lì.» «o-ok!» dissi. Ci mettemmo a giocare come se nulla fosse quando ad un tratto fece una pausa al gioco e mi fissò. Molto probabilmente aveva notato che continuavo a fissargli l’uccello in continuazione. «che c’è? Non hai mai visto niente di così grosso?» mi stuzzicò malizioso con mezzo sorrisetto. «Hmm … sembrare grande, ma sono sicuro che io ce l’ho più grande del tuo» confessai spavaldo.  «ah si?? provamelo!». Mi sbottonai subito i jeans e gli misi in mostra il mio uccello. «bhe… effettivamente è bello grosso, ma son sicuro che daa duro è più grosso il mio!» commentò sicuro. Lo guardai sornione. «c’è un solo modo per scoprirlo…». Quella fu la mattina che diede inizio ad una lunga serie di esperienze con il mio dolce fratello maggiore.

Racconti in pillole – dove sono le mie mutande?

«Si. Si. Lo so…» disse mio fratello ridendo. Alzai lo sguardo dal mio libro. Vidi mio fratello …completamente nudo. Era al telefono e stava parlando suo amico. «Si. aspetta un secondo…». Disse al suo amico sul suo telefono. Poi si rivolse a me e mi disse: «Ehi, Andre!  Hai visto per caso dov’è finita la mia roba pulita? sto cercaando le mutande da un ora ma nel cassetto non ci sono!». Era bellissimo. I miei occhi si incollarono sul suo uccello.  Dimensioni abbastanza accettabili, forse sui 9/10 centimetri circa. Poggiava su dei testicoli normali qualche ciuffo di peluria a completare l’opera. feci fatica a distogliere lo sguardo e a rispondergli. «la mamma le ha lavate! le mie le ho già messe a posto… le tue sono ancora sotto in lavanderia!» dissi. «uff… che palle!! Vabbè…prendo in prestito un paio delle tue». Disse, per poi tornare al suo telefono. E mi ha lasciò lì, senza possibilità di controbattere e con una mega erezione nelle mutande.

Racconti in pillole – la doccia di mio fratello

«Hai finito lì dentro??» Chiesi scocciato. Era tardi e Io e mio fratello maggiore dovevamo uscire per una cena di famiglia per festeggiare la sua laurea e il suo ritorno a casa dall’università dopo tanto tempo. Dal momento che in casa avevamo un solo bagno, è andato prima lui a farsi doccia e io ho dovuto aspettare per farmela dopo.

«Sì…Puoi entrare.» rispose dal bagno, Aprii la porta e lo vidi che  ancora si stava asciugando, con il suo pisello all’aria. Imbarazzato, ho cercato di guardare da un’altra parte. «oh! scusa…» Mio fratello rise.

«che c’è??» mi chiese. «bhe… non sapevo che eri nudo…ti ho visto il…»  gli risposi sempre più imbarazzato. «e bhe? che c’è di male?  Sei mio fratello. Non è un problema. Mi hai già visto  nudo tante volte!». Disse lui. «bhe…si ma eravamo bambini», risposi.

Ora, sarei bugiardo se dicessi che mi è piaciuta quella vista. Ho sempre fantasificato su mio fratello. E’ sempre stato un bel ragazzo.  Mi segavo spesso cercando di immaginare come potesse essere il suo pisello.

A causa di quella vista davanti a me il mio pisello ha incominciato a diventare duro. Ho cercato di nasconderlo, invano. Mio fratello lo notò e sorrise. «vedo che ti faccio effetto eh?» Ora il sangue non stava solo correndo verso il mio pisello duro, ma anche verso il mio volto. Mi guardò sorridente. Si avvicinò e afferrò il miopisello mettendomi le mani dentro i pantaloni. Il mio uccello stava diventando sempre più grosso ogni secondo. Non ho resistito. Non potevo. Non riuscivo ancora a capire se fosse un sogno o no. Poi mi sbottonò i miei jeans e mi tirò giù i boxer. Il mio pene era completamente eretto e sbucò fuori fiero sull’attenti.

«Cavolo! E’ enorme! Vedo che non sei più un bambino…sei cresciuto bene! complimenti!» Disse e rise. Ero ancora piuttosto imbarazzato per tutto quando iniziai a notare che era anche lui in semi-erezione. Notò che stavo guardando il suo pisello, gli diede alcuni colpetti per renderlo più duro.

«Beh, vado in camera a segarmi. La doccia è tutta tua». Disse facendo per andarsene, mettendosi in mostra il suo bel sedere. Poi si voltò e mi guardò. «A meno che non desideri che mi unisca a te per aiutarti»

Rimasi scioccato ma, non volendo perdere l’occasione, lo tirai verso di me e mi misi la sua bestia nella mia bocca. Avevo già succhiato un sacco di uccelli nella mia vita, ma non avevu uno prima o mai fatto un pompino a mio fratello.  Continuai a succhiarglielo fino a quando non venne copiosamente.

Siamo usciti di casa più tardi del dovuto e qualcosa mi dice che quando torneremo a casa riprenderemo da dove abbiamo interrotto.